#IoSonoCampus. Il Turismo scritto su un post-it? Amore, esperienza, libertà, necessità.

Che cosa significa oggi studiare Scienze del turismo? Vuol dire scegliere un futuro professionale da costruire con impegno, sacrificio, ma soprattutto rendere passione e curiosità i principali motori della propria crescita e realizzazione individuale. Per questo #IoSonoCampus chiede agli studenti iscritti a Fondazione Campus di sintetizzare in un post-it, uno spazio di creatività e di sintesi libera ma limitata, la loro personale definizione di turismo. Che è anche il motivo che li ha spinti ad intraprendere questo percorso di studi.

Monica Malacarne, di Trento, iscritta all’ultimo anno della Triennale, scrive che “Turismo è… innamorarsi di un nuovo luogo, cultura e viaggiare anche solo con la fantasia”, valorizzando così la componente sentimentale del viaggio come esperienza di conoscenza capace di mettere in relazione con il nuovo. Un’esperienza che deve essere immaginata, preparata e anticipata con la fantasia, anche quando non può diventare realtà.

Secondo Luca Serafini, di Novi Ligure, al II° anno della Triennale, “Il Turismo è un settore della nostra vita, nel quale possiamo vivere esperienze uniche e speciali”: un approccio più pragmatico che lascia spazio alla dimensione dell’eccezionalità e dell’unicità come “luoghi” delle infinite possibilità che la vita può riservare.

“Per me il turismo è ritrovare la libertà perduta”, scrive Edoardo Ermini, genovese, al II° anno della Laurea Magistrale, ponendo invece l’accento sulla dimensione soggettiva della esperienza turistica come superamento dei limiti imposti dalla quotidianità.

Caterina Paglianti, di Pisa, iscritta al I° anno della Magistrale, ha un taglio più narrativo e scrive “Turismo è viaggio scoperta incontro e scontro; Turismo è svago o necessità; Turismo è movimento economico, valore, ricchezza”, analizzandone l’aspetto conoscitivo, di esplorazione e di divertimento individuale, ma anche il suo risvolto economico e occupazionale.