Autorizzato con Decreto Ministeriale n. 59920 del 23/04/2026
Fondazione Campus Studi del Mediterraneo presenta il corso di specializzazione “Vie della Fede e Forme dell’arte Archeologia e Topografia del Pellegrinaggio tra Oriente e Occidente”, un percorso formativo dedicato alle guide turistiche iscritte nell’Elenco Nazionale tenuto dal Ministero del Turismo che desiderano un aggiornamento di competenze nell’analisi storica, archeologica e storico-artistica dei principali luoghi di pellegrinaggio del mondo cristiano, dall’età tardoantica all’età moderna, con particolare riferimento al contesto italiano e ai suoi confronti extraterritoriali.
Il progetto è realizzato in collaborazione e con il supporto tecnico di Accademia Italiana Turismo, che gestirà la piattaforma per le iscrizioni e le attività online.
Perché partecipare
- acquisire competenze aggiornate e strumenti interpretativi utili per valorizzare il patrimonio religioso e culturale.
- sviluppare capacità di lettura critica dei luoghi sacri, competenze nell’analisi storico-artistica e archeologica, e abilità narrative fondamentali per comunicare in modo efficace e coinvolgente il significato dei siti di pellegrinaggio.
- per approfondire il ruolo del pellegrinaggio nella costruzione delle reti culturali europee e mediterranee, migliorando la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori.
Struttura del corso
Durata: 20 ore
Modalità: On-line (20% asincrona – 80% sincrona)
Sede: https://ait.blackboard.com/
Posti disponibili: 100
Il corso è articolato in 10 moduli formativi:
Pellegrinaggi alle tombe sante: archeologia del pellegrinaggio nelle catacombe romane
Le catacombe costituiscono senza dubbio una delle testimonianze archeologiche più suggestive della Roma paleocristiana. Nate come cimiteri comunitari tra la fine del II e il IV secolo, conobbero una nuova e intensa fase di frequentazione durante l’Alto Medioevo, quando la presenza delle tombe dei martiri le rese mete per i pellegrini provenienti dall’Italia e dall’intero orbis christianus. Per accoglierli furono create strutture di accoglienza e furono elaborati percorsi specifici all’interno dei cimiteri per raggiungere agilmente i santuari martiriali. Attraverso l’analisi di alcuni casi-studio e grazie al dialogo tra fonti scritte e dati archeologici, questa lezione sarà l’occasione per conoscere e approfondire gli esiti monumentali della devozione dei martiri nelle catacombe romane durante l’Alto Medioevo.
Docente: Flavio Pallocca
Durata: 2 ore
Santa Maria Maggiore: una basilica per il pellegrinaggio mariano a Roma
Tra le basiliche pontificie romane, quella di Santa Maria Maggiore offre ancora oggi molti argomenti di studio e di riflessione sul fenomeno del santuario mariano e della monumentalizzazione della basilica paleocristiana. Oggetto di importanti interventi decorativi, nel IV secolo il programma musivo svolgerà la duplice funzione di definire iconografia e dogmatica attraverso le arti per la comunicazione papale. La lezione affronterà anche il divenire medievale e moderno della basilica, sottolineando le strategie di conferma e riaffermazione del significato mariologico ed ecclesiastico del caso. Importante sarà la riflessione sulla topologia delle immagini all’interno dell’edificio.
Docente: Domenico Salamino
Durata: 2 ore
Pellegrinaggio al Sinai. Il modello del pellegrinaggio cristiano.
Luogo di rivelazioni divine, scrigno di antichissimi manoscritti e straordinarie icone, terra di lotte spirituali, il Monte Sinai fu centro di pellegrinaggio dal IV secolo. Il Roveto ardente (Esodo 3, 2), secondo la Tradizione ancora visibile nel Monastero di epoca giustinianea, la consegna della Legge al profeta Mosè (Esodo 19, 18), la grotta in cui Adonai incontrò il profeta Elia (III Re 19, 12), a cui si aggiunse dall’800 d.C. la venerazione di Santa Caterina d’Alessandria, sono il nucleo di un itinerario di pellegrinaggio, che si srotola dalla storia del popolo d’Israele a quella delle comunità cristiane. Pellegrini cristiani di lingua greca, armena, georgiana, slava e araba hanno testimoniato la fama imperitura del Sinai, che emerge dalle fonti scritte (principalmente resoconti e guide di pellegrini), iscrizioni e graffiti, oltre dalle molteplici icone donate dai pellegrini. Infatti, il pellegrinaggio sul Sinai fu uno dei canali privilegiati attraverso il quale un numero notevole di oggetti sacri – icone, manoscritti, paramenti, croci – che provenivano dall’Impero bizantino, dagli Orienti miafisiti e anche dall’Occidente latino, raggiunse il Monastero del Sinai. Qui vivevano e vive la più antica comunità monastica al mondo, peraltro minacciata dagli eventi politici odierni, qui secondo la Tradizione si recò in pellegrinaggio persino Muhammad, il Profeta dell’Islam. Il Monte Sinai, onorato dalle tre religioni abramitiche, custodisce il senso più autentico di ogni pellegrinaggio: ascesi per una radicale metanoia.
Docente: Emanuela Fogliadini
Durata: 2 ore
Costantinopoli città santa. Devozione, arte e pellegrinaggi nella capitale imperiale tra Oriente ed Occidente
Fin dalle origini Costantinopoli si determina sacra e santa. Sede di concili fondamentali, centro del potere imperiale, cuore della chiesa dello stato cristiano e teocratico, la città nei secoli diverrà pure lo scrigno di innumerevoli reliquie e testimonianze di santità. Una cintura di santi luoghi la cinge e la proteggi; chiese, monasteri, palazzi: la città intera – altra Roma, altra Gerusalemme – si farà immagine e tramite del sacro e del santo. Fulcro di devozioni e animata da liturgie e rituali solenni. Questa lezione toccherà alcuni nodi fondamentali per spiegare il senso del monumentale, del sacro e del politico della città più città che sia esistita. Tra Oriente ed Occidente; al confronto con Roma e Venezia.
Docente: Domenico Salamino
Durata: 2 ore
Lalibela, Gerusalemme d’Etiopia
Il complesso di Chiese di Lalibela è meta di pellegrinaggio dal XII secolo, quando il re Lalibela, in un contesto politico segnato da forti disordini sociali e politici, fondò un nuovo centro di culto, l’equivalente etiope della città santa di Gerusalemme, irraggiungibile perché conquistata dall’Islam. Lalibela divenne una vigorosa manifestazione di fede, espressione di rinascita spirituale e specialmente delle funzioni liturgiche della Grande Settimana Santa. La collocazione e disposizione di ogni chiesa del sito riflettono un’attenta considerazione della pratica rituale, rendendo l’architettura una particolare espressione dei fondamenti pasquali della fede. La croce, il gioco continuo tra oscurità e luce, il costante rimando al numero tre, l’acqua che purifica, sono elementi strutturali delle chiese di Lalibela che fanno emergere il nesso vitale tra architettura e teologia.
I rituali della Grande Settimana Santa permettono un pellegrinaggio nel pellegrinaggio, perché i fedeli non solo si recano da tutta l’Etiopia a Lalibela, ma qui vi compiono un cammino di fede, purificazione e rinascita, da una chiesa all’altra, poiché ciascuna celebra un evento della vita di Cristo, dal Battesimo al Giordano al Golgota, senza dimenticare la tomba di Adamo e ovviamente i temi della Passione e Risurrezione. Simbolo di orgoglio nazionale, patrimonio dell’Umanità, queste chiese monolitiche, che la Tradizione vuole «scavate nella roccia dagli angeli», sono una meta di pellegrinaggio tra le più suggestive della storia cristiana.
Docente: Emanuela Fogliadini
Durata: 2 ore
Il santuario nell’Italia romanica
La lezione, inserendosi nel contesto storico e religioso del corso sul pellegrinaggio, intende concentrarsi prima sul significato di santuario e poi sul suo ruolo nell’Italia romanica, analizzando le caratteristiche architettonico/artistico di alcuni di essi e la loro funzione nell’ambito specifico. Saranno identificati i principali santuari romanici italiani meta di pellegrinaggio, esplorandone il significato storico, spirituale e sociale. Attraverso le fonti si cercherà di cogliere anche gli aspetti più forti delle esperienze dei pellegrini: dalla difficoltà del viaggio, al ruolo dell’ospitalità e allo scambio di esperienze.
Docente: Giordana Trovabene
Durata: 2 ore
Santuario e pellegrinaggio a Bari nel Medioevo: da San Nicola di Myra alla Cittadella nicolaiana
A Bari in seguito all’arrivo delle reliquie di San Nicola, nell’anno 1087, si progettò la costruzione di un nuovo, imponente edificio di culto, “un reliquiario monumentale” dedicato al santo. Prima dell’arrivo delle reliquie nicolaiane, nel quadro dei pellegrinaggi internazionali, Bari era un luogo di passaggio lungo il cammino che conduceva in Terrasanta. La posizione privilegiata lungo la viabilità, la presenza del porto e soprattutto l’importanza del santuario nicolaiano garantirono a Bari una posizione di assoluto privilegio, non più solo come tappa logistica nei percorsi di pellegrinaggio, ma anche come destinazione carica di uno specifico carattere devozionale. La Cittadella Nicolaiana si andò formando nel tempo a partire dall’avvio del cantiere di costruzione della Basilica, l’edificio che dominava e domina ancora oggi, per la mole e per la posizione centrale, la Cittadella. Essa si formò e si ampliò progressivamente in conseguenza della costruzione delle strutture finalizzate al funzionamento dello spazio santuariale e di pellegrinaggio (le sepolture ad sanctum, la probabile residenza dei priori e del personale preposto alla Basilica, l’ospizio per i pellegrini, le botteghe per la produzione di oggetti devozionali, i luoghi per le fiere), fino a costituire uno spazio urbano in qualche modo distinto, racchiuso da una propria una cinta muraria.
Docente: Donatella Nuzzo
Durata: 2 ore
Venezia città santa marciana e porto mediterraneo
Dal rocambolesco arrivo delle spoglie marciane da Alessandria d’Egitto, Venezia si eleva a città evangelistica, predestinata e santa. Per Marco di erige un’aurea e degna basilica, scrigno di verità, sacralità ed epifanie teologiche. La politica se ne servirà perché necessaria alla sua legittimazione, alla fortuna dello Stato. Venezia, porto mediterraneo, con la IV crociata si arricchisce di reliquie e di immagini: risignifica lo spazio del sacro, del politico e dell’abitare.
Docente: Domenico Salamino
Durata: 2 ore
Pellegrinaggi ai Sacri Monti
I Sacri Monti si trovano a Varallo Sesia in Piemonte, e a San Vivaldo, nell’area di Montaione in Valdelsa. L’idea di edificare un Sacro Monte, che riproducesse la topografia gerosolimitana e in generale dei Luoghi Santi, fu concepita, per quanto riguarda Varallo, dal francescano Bernardino Caimi nel 1481. Per San Vivaldo, i francescani vi si insediarono intorno al 1499 e in seguito, fra Tommaso da Firenze si diede all’edificazione di diciotto cappelle che riproducono fedelmente la topografia gerosolimitana, siamo intorno al 1516. Da sottolineare come sia il Caimi che fra Tommaso, siano stati entrambi francescani; sono noti infatti gli stretti rapporti tra l’ordine francescano e la Terrasanta, che a partire dal Trecento, sono custodi dei Luoghi Santi. Lo scopo dei Sacri Monti è quello di offrire ai pellegrini, uno spazio sacro più facilmente accessibile rispetto al classico pellegrinaggio nel Vicino Oriente. La questione dei cosiddetti “luoghi sostitutivi” è ancora oggi oggetto di analisi storico-antropologiche.
Docente: Alessandro Bedini
Durata: 2 ore
Santi sepolcri e piccole Gerusalemme tra Medioevo e Rinascimento
Questa lezione affronta principalmente il tema della Traslatio Hierosolymitana, cioè il trasferimento della santità dei luoghi cristologici da Gerusalemme all’Europa, in particolare la tomba di Cristo. Il viaggio in Terra Santa era diventato sempre più pericoloso, costoso e difficile: per questo motivo sorsero le riproduzioni del Santo Sepolcro. Non si cercava una copia architettonica perfetta, ma una “copia strutturale simbolica” che ne richiamasse l’emozione e la sacralità. In sostituzione del pellegrinaggio, questi luoghi offrivano le stesse indulgenze, col perdono dei peccati, di chi si recava fisicamente in Palestina. Si possono distinguere due modelli principali: singoli monumenti, piccole cappelle o edicole all’interno di chiese preesistenti che riproducevano la forma del Sepolcro, oppure interi complessi architettonici che replicavano la topografia di Gerusalemme, in particolare il Monte Calvario, la Valle del Cedron, come descritto nel sigillo di Verona che ripropone un disegno urbanistico medievale in forma di itinerario religioso e culturale.
Docente: Giordana Trovabene
Durata: 2 ore
Certificazione
Ai partecipanti che abbiano frequentato almeno l’80% delle ore del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza. L’attestato certificherà l’effettivo aggiornamento delle competenze possedute dalla guida turistica, nonché l’effettivo numero di ore di partecipazione al corso.
Il corso è valido per l’aggiornamento professionale delle guide turistiche secondo la normativa vigente.
Quota di partecipazione
€ 220,00 esente IVA Art. 10, comma 1, n. 20 – D.P.R. 633/1972
Iscrizioni
Fondazione Campus è capofila del progetto e gestisce l’organizzazione logistica e amministrativa, incluso il pagamento della quota.
Le iscrizioni vengono raccolte tramite la piattaforma di Accademia Italiana Turismo, a cui sono affidate le attività di segreteria didattica.
Iscriviti ora sul sito di Accademia Italiana Turismo
Per informazioni
Anna Lemmi,
segreteria@accademiaitalianaturismo.it
Tel. +39 0583333420